International Summer School: Val Maira (CN), 24 agosto – 9 settembre 2026

Ago 20, 2026 | convegni, didattica

INTERNATIONAL SUMMER SCHOOL 2026

DIWINE PATH. Cultivating climate resilience and promoting sustainable tourism by rediscovering vineyard heritage in a historic mountain territory using innovative strategies and technologies.

DIWINE PATH. Coltivare la resilienza climatica e promuovere il turismo sostenibile riscoprendo il patrimonio vitivinicolo in un territorio montano storico attraverso strategie e tecnologie innovative.

Si terrà in Valle Maira, vallata alpina in provincia di Cuneo con modalità online e on site l’International Summer School di cui è in allegato il programma. Il 25 agosto ITLA ITALIA, rappresentata dalla Presidente Sabine Gennai-Schott e dalla Direttrice Donatella Murtas, presenterà la relazione ‘The Italian School of Drystone Walling: teaching the heritage. Opportunities and constraints.’ ‘La Scuola Italiana della Pietra a Secco: insegnare il patrimonio. Opportunità e vincoli’.

“Il progetto DiWine Paths, proposto dai Dipartimenti DISEG, DAD, DIATI, DIST del Politecnico di Torino, si propone di indagare e valorizzare – attraverso approcci interdisciplinari e l’utilizzo di tecnologie innovative – le tracce storiche esistenti del Patrimonio Culturale e Naturale (NCN), con particolare attenzione alle attività produttive legate alla viticoltura nella Valle Maira.

Il recupero di queste antiche pratiche colturali, oltre a promuovere la rigenerazione e la valorizzazione identitaria del territorio, rappresenta un potenziale modello di sviluppo innovativo, capace di recuperare il patrimonio storico e di riorientarlo verso forme di produzione agricola adattiva. La riscoperta e lo studio di queste attività saranno legati allo sviluppo di percorsi integrati di escursionismo, arte e turismo lento, capaci di promuovere la rigenerazione di un’area pilota situata a Lottulo.

Tecnologie innovative (ad esempio, metodi di rilevamento e mappatura 3D, analisi di stabilità dei pendii) saranno ampiamente adottate, non solo come strumento operativo ma soprattutto per potenziare approcci olistici che consentono di individuare nuove soluzioni per affrontare i rischi sociali e ambientali, coniugando in modo coerente il contesto storico e culturale del territorio con nuove tecnologie e metodologie innovative.”

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